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Il Monumento
 
 
Dove si trova
 
Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Il Piceno
 
 

Comune di Arquata del Tronto

  Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Il Parco occupa una superficie di oltre 71.000 ettari e i suoi confini interessano le Marche e l'Umbria, per quanto concerne il versante Piceno, i comuni di Arquata del Tronto, Montegallo e Montemonaco. Imponente baluardo che si estende per circa 30 chilometri dividendo nettamente in due la penisola italiana, i Monti Sibillini sono costituiti da rocce prevalentemente calcaree e calcareo-marnose. Sono complessivamente una ventina di vette che superano i 2000 metri, di cui il Monte Vettore è la più alta con i suoi 2476 metri. L'intera area è profondamente modellata dai ghiacciai dell'era del Quaternario. La vegetazione è molto ricca e varia. Nei cosiddetti pascoli d'altitudine che prosperano oltre i 1.800 metri, vegetano numerose specie floreali interessanti tra cui anche la rara Stella Alpina dell'Appennino. Le specie faunistiche presenti sono circa 225 tra cui numerose rare o in via d'estinzione quali il lupo e il gatto selvatico. Recentemente sono stati reintrodotti anche alcuni esemplari di orso. Caso unico al mondo è costituito da Chirocefalo del Marchesoni, specie endemica, che vive nelle acque del Lago di Pilato a 1940 metri di altezza (il più alto bacino glaciale della catena degli Appennini). A questa diversità e ricchezza biologica si aggiunge il fascino delle abbazie e dei centri storici medioevali, disseminati a guisa di corona alle falde del gruppo montuoso.

 

Regno di leggende

 

La catena montuosa prende il nome dalla Sibilla Appenninica. L'illustre profetessa, figura centrale della leggenda che ammanta questi luoghi fin dal medioevo, viveva in una grotta situata nelle viscere dell'omonimo monte. Leggenda che nei secoli scorsi spinse viaggiatori scrittori curiosi ad inoltrarsi su questi impervi percorsi, ritenuti posti di demoni, negromanti e fate.

 

Alcuni testi sono divenuti cult come "Il Guerrin Meschino" di Andrea Da Barberino, "Il Regno della Regina Sibilla" di Antoine de la Sale, "Il Meschino e il Guerrino" di Tullia D'Aragona.

 

L'altra leggenda è legata al Lago di Pilato e narra del corpo del famoso procuratore romano che fu trascinato dai bufali nelle acque dell'omonimo invaso, meta di una delle più affascinanti escursioni sui Monti Sibillini.

 

Le perle della tavola

 

Tartufi bianchi e pregiati, tartufi neri pregiati e tartufi estivi (quest'ultimi provenienti anche dalle numerose tartufaie); oltre 120 specie commestibili di funghi; la mela rosa dei Sibillini (specie autoctona di frutti piccoli e intensamente profumati); il pecorino dei Sibillini (fatto con il pregiato latte crudo di pecora di razza Sopravvissana).

 
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